Cosa accadrà adesso sui mercati? Questa volta forse è più prevedibile del solito.

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Cosa accadrà adesso sui mercati? Questa volta forse è più prevedibile del solito.

Cosa accadrà adesso sui mercati? Questa volta forse è più prevedibile del solito.

di Marco Bernasconi

A Wall Street si dice:

“Per il trading bisogna sempre adottare questa massima di Solone: “Gli dei percepiscono le cose future, le persone normali le cose presenti, ma i saggi percepiscono le cose che stanno per accadere”.”

John Templeton

Nell’ultima sessione a Wall Street, l’SP 500 è sceso del -0,11%. Nel momento in cui scrivo questa analisi i futures statunitensi sono positivi: Nasdaq +0,26%, per l’S&P 500 +0,23% e per il Dow Jones +0,27% circa.

Perché il mercato ha chiuso contrastato nell’ultima sessione a Wall Street?

  • Il Nasdaq 100 ha raggiunto ieri un nuovo massimo record.
  • Un rally dei prezzi del petrolio ha spinto tutto il settore dei titoli energetici.
  • La forza dei titoli tecnologici è stata positiva per l’intero mercato e ha spinto il Nasdaq 100 a un nuovo massimo storico.
  • Alla fine, però gli indici azionari hanno cancellato i loro guadagni sui commenti falchi di alcuni membri della Fed.
  • I dati economici statunitensi di mercoledì sono stati contrastanti per le azioni.
  • I titoli energetici e i fornitori di servizi energetici sono aumentati ieri dopo che i prezzi del petrolio hanno registrato il nuovo massimo degli ultimi 30 mesi.
  • Occidental Petroleum ha chiuso con un +3%.
  • Devon Energy, Enphase Energy e Pioneer Natural Resources hanno chiuso tutte con oltre +1%.
  • Il settore dei titoli tecnologici è stato tonico ieri, guidato da un balzo del +5% in Tesla.
  • Micron Technology, Applied Materials e Western Digital hanno chiuso tutte oltre il +1%.

Cosa invece non ha aiutato il mercato nell’ultima sessione?

  • Ieri un calo inaspettato nelle nuove vendite di case negli Stati Uniti ha indebolito i costruttori di case.
  • Lennar, DR Horton e PulteGroup hanno chiuso tutti in calo di oltre -1%.
  • I dati economici statunitensi di ieri sono stati contrastanti per le azioni.
  • Sul lato positivo, il PMI manifatturiero di giugno Markit è salito inaspettatamente di +0,5 a un record di 62,6 (dati del 2007), più forte delle aspettative di un calo a 61,5.
  • Al contrario, le vendite di nuove case di maggio sono scese inaspettatamente del -5,9% al minimo di un anno di 769.000, più debole delle aspettative di +0,2% a 865.000.
  • I commenti Hawkish della Fed di mercoledì hanno pesato sulle azioni. Il presidente della Fed di Atlanta Bostic ha affermato che la decisione di ridurre gli acquisti di obbligazioni della Fed potrebbe avvenire in 3-4 mesi e “viste le sorprese al rialzo nei dati recenti, ho anticipato la mia proiezione per il primo rialzo dei tassi di interesse della Fed alla fine del 2022”.
  • Il presidente della Fed di Dallas Kaplan ha dichiarato: “Dato che l’economia statunitense compie ulteriori progressi sostanziali, che penso accadranno prima di quanto la gente si aspetti, penso che sarebbe molto meglio, dal punto di vista della gestione del rischio, iniziare a adeguare gli acquisti di Treasury e titoli garantiti da ipoteca”.

Il mercato azionario sta avendo il sostegno dell’ottimismo secondo cui un ritmo più rapido delle vaccinazioni in tutto il mondo contro il Covid porterà a un allentamento delle restrizioni e continueranno a stimolare l’attività economica.

  • La media di 7 giorni delle nuove infezioni da Covid negli Stati Uniti venerdì è scesa al minimo di 15 mesi a 11.384. A livello globale, le infezioni da Covid sono ora pari a 180 milioni, con morti che superano i 3.900.000.

Cosa accadrà adesso sui mercati? Questa volta forse è più prevedibile del solito.

La mia opinione ed il mio punto sul mercato oggi:

Anche i mercati azionari asiatici hanno fatto seguito ad una sessione di trading svogliato a Wall Street, il recente nervosismo causato dalla politica della Federal Reserve sembra essere un poco svanito. Durerà?

Il sentiment in Asia e più tardi in Europa farà l’eco del movimento degli indici statunitensi di ieri, e soprattutto dei futures di oggi, mentre i mercati attendono in questo momento altri dati economici per guidare ulteriori movimenti.

In America la politica sta attivamente continuando a fare la sua parte e aumentando le speranze di una svolta, un gruppo di senatori statunitensi, sia repubblicani che democratici, sta cercando il sostegno del presidente Joe Biden per un piano di infrastrutture da 953 miliardi di dollari.

Biden ha invitato i membri del gruppo alla Casa Bianca giovedì. Il piano ridotto ha 559 miliardi di dollari di nuove spese e ha un raro appoggio bipartisan che potrebbe aprire la porta alle proposte più ampie del presidente, pari a 4.000 miliardi di dollari. Questo certamente aiuterà i mercati a crescere ancora.

Adesso noto che i mercati si sono calmati notevolmente da quando la Federal Reserve ha sorpreso gli investitori la scorsa settimana dicendo che potrebbe iniziare ad aumentare i tassi di interesse a breve termine entro la fine del 2023, prima del previsto.

I tassi ultra-bassi che la Fed ha mantenuto per portare avanti l’economia attraverso la crisi sanitaria hanno sostenuto i prezzi in tutti i mercati, e qualsiasi cambiamento sarebbe un grosso problema. Ecco perché l’annuncio della Fed ha innescato un immediato calo delle azioni e un aumento dei rendimenti del Tesoro.

Ora, dopo lo spavento iniziale il mercato e gli investitori hanno spostato il focus di più su come potrebbero servire ancora degli anni prima che il primo rialzo dei tassi colpisca, soprattutto perché i funzionari della Fed affermano che vedono ancora l’inflazione come un problema solo temporaneo.

  1. Prima che la Fed aumenti i tassi per la prima volta dal 2018, probabilmente dovrà prima ridurre gli acquisti di obbligazioni che sta facendo per mantenere bassi i tassi di interesse a lungo termine.
  2. Poi inizierà effettivamente il tapering, prima di terminare il tapering e poi segnalare che un rialzo dei tassi è in arrivo.

Nel frattempo, l’economia continua a crescere, e i profitti delle aziende sono alle stelle.

Ma se l’inflazione persisterà, la banca centrale dovrà diventare più aggressiva nell’aumentare i tassi questa rimane l’incognita sullo sfondo.

Gli ultimi dati sull’inflazione arriveranno venerdì con il rilascio dell’indicatore preferito dalla Federal Reserve.

Riguarderà maggio, che l’indice dei prezzi al consumo ha già detto che ha visto un’inflazione annuale del 5%.

Le letture preliminari sull’economia nel mese di giugno da IHS Markit hanno mostrato che il settore manifatturiero sta crescendo ad un ritmo più forte di quanto previsto dagli economisti, ma la crescita per le industrie dei servizi è stata inferiore alle previsioni.

Anche le vendite di nuove case a maggio non hanno soddisfatto le previsioni degli economisti, con il secondo calo mensile consecutivo. Oltre alla carenza di case sul mercato, l’inflazione ha anche spinto i prezzi più in alto a causa dell’aumento dei costi del legname e di altri materiali da costruzione

Qualche volta ascolto commenti nei quali i trader mi dicono che preferiscono stare fuori dal mercato perché prevedono un imminente ribasso. Mi è successo diverse volte nelle ultime settimane di udire questi commenti. Questa strategia non ha pagato e coloro che hanno preferito uscire e guardare da fuori adesso non sanno cosa fare. I mercati non si affrontano così, è proprio durante la volatilità del mercato il momento in cui deve avvenire la ricostruzione del portafoglio, e che è fondamentale non sbagliare timing e comprare i titoli giusti.

La volatilità permette ai portafogli preparati di tornare liquidi ed utilizzare questa liquidità per acquistare i titoli giusti, nel momento giusto, a prezzi notevolmente più bassi.

Il trading finanziario consiste esattamente in questo.

Per verificare la qualità del mio lavoro vi consiglio di visitare la mia pagina statistiche.

I livelli dei 3 maggiori indici americani dopo l’ultima sessione di borsa sono:

  • L’S&P 500 è sceso di 4,60 punti a 4.246,43 per un -0,11%. L’indice ha raggiunto il massimo storico il 14 giugno.
  • Il Dow Jones è sceso di 68,61 punti a 33.874,25 per un -0,21%. L’indice ha raggiunto il massimo storico il 7 maggio.
  • Il Nasdaq ha guadagnato 18,46 punti, o +0,13%, a 14.271,73. Nuovo massimo storico.

L’indice Russell 2000 rappresentativo delle small-cap ha guadagnato il +0,34%, adesso vale 2.303,78.

Il rendimento del Treasury a 10 anni, che influenza direttamente i tassi di interesse sui mutui e altri prestiti al consumo, ha chiuso a 1,497% dall’1,477% del giorno precedente.

Il valore dell’oro dal minimo di marzo di 1680$ dollari l’oncia ha guadagnato 95$ ed adesso si attesta sui $1775 dollari.

Il prezzo del greggio americano è salito di 10 centesimi chiudendo a 73,18 dollari al barile.

L’indice di volatilità VIX S&P 500 ha chiuso a 16,32 molto vicino al minimo di 15,04 nuovo minimo degli ultimi quattro anni e lontano dal massimo recente dell’ultimo mese di 21,82.

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